Teisseire. Cronaca di una morte pianificata… ed evitabile
Par Travailleur Alpin
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Du français à l’italien
Le Travailleur alpin propose une traduction en italien de l’article « Teisseire. Chronique d’une mort programmée… et évitable », paru dans le numéro 360 de décembre 2025.
Tra tristezza e rabbia nella sua voce, riflettendo due sentimenti che sente quasi sempre da metà ottobre. « Che spreco », dice Salah Mansouri, osservando la fabbrica chiusa. Mentre scriviamo queste parole, i dipendenti di Teisseire fanno lo sciopero da cinquanta giorni, a Crolles, rifiutando la chiusura della loro fabbrica. E niente indica una soluzione a breve termine. « Una catastrofe pura e semplice », aggiuge colui che è stato il coordinatore logistico dell’azienda dal 2009. Eppure, Salah Mansouri lo assicura, « il sito è totalmente redditizio. Se riporta tutto il subappalto, puo riavviare la produzione ed essere redditizio. » Un’opinione ampiamente condivisa dai suoi compagni di picchetto. Ma allora, come siamo arrivati a questo punto ?
Quando la notizia colpisce come un’ascia, il 16 ottobre, i dipendenti avevanno gia fermato la produzione da una settimana, temendo un annuncio brutto da parte della direzione di Teisseire, in una riunione straordinaria del CSE. Purtroppo, è il peggior scenario che è spuntato : una chiusura della fabbrica di Crolles pianificata per aprile 2026. Con 205 posti di lavori soppressi ! Il produttore di sciroppo cita una « completa riorganizzazione delle sue attività » e una « difficile situazione economica ». Un’affermazione che Salah Mansouri respinge fermamente. « In 300 anni di esistenza, un solo anno di deficit », sottolinea indignato. « 205 persone e tre secoli di storia sprecati per un anno in perdita… che loro stessi hanno causato ! »
È infatti la tesi difesa dalla cgt Teisseire, che denuncia « una morte industriale pianificata ». Non c’è fatalità economica, per il sindacato, ma « una strategia intenzionale di disimpegno industriale orchestrato dal gruppo Britvic, ora acquisito da Carlsberg ». Prima di ciò, tuttavia, Teisseire ha vissuto prosperi anni. E così, sfruttando i suoi punti numerosi di forza originali : un’azienda familiare fondata nel 1720 da Mathieu Teisseire, un marchio e molti sciroppi noti a tutti, un quartiere di Grenoble che porta il suo nome… In breve, un simbolo locale, come l’ha richiamato la candidata dell’unione della sinistra Laurence Ruffin, andato a sostenere i dipendenti sul pichetto, con suo fratello François, il 20 novembre : « Teisseire è Grenoble. Il nostro orgoglio. »
Un tempo era addirittura considerata un « azienda modello », che ha vissuto un « periodo di prosperità » nella seconda metà degli anni 2000, secondo il sindacato CGT, sia in termini di risultati finanziari che di condizioni di lavoro. « Quando sono arrivato, era un’azienda in cui potevamo sviluppare le nostre idee e prendere iniziative », ricorda Salah Mansouri.
« 205 persone e tre secoli di storia sono buttati per un solo anno di deficit »
Ma l’acquisizione da parte di Britvic segnerà una svolta. A partire di 2020, il gruppo britannico porta avanti una politica di disindustrializzazione in Francia attraverso lo subappalto. A Crolles, i dipendenti sono sottoposti a gestione autoritaria e progressiva delocalizzazione. In questo caso, « un piano di esternalizzazione di sciroppo esportato iniziato in 2022 : 20 millioni di litri mandati dalla la direzione alla Slaur Sardet a Le Havre [NDLR : chi recupera la produzione di sciruppo nel 2026], in subbapalto. » ha spiegato Florent Duc, segretario CGT del CSE Teisseire. Tutto questo con il pretesto di investimenti mai completati.
Nel frattempo, i volumi di produzione stanno diminuendo drasticamente, passando da 90 milioni a 40 milioni di litri tra il 2015 e il 2025. Quest’anno è stato segnato dal « colpo finale » dell’acquisizione di Carlsberg, che non ha fatto altro che « confermare questa strategia : spogliare i siti della loro sostanza prima di chiuderli ». Florent Duc non esita ad accusare il gruppo danese : « Hanno saccheggiato i nostri volumi e il nostro bottino di guerra, frutto del lavoro di tutti i dipendenti ». Le cifre sono quindi rivelatrici. « Alla fine dell’ultimo anno fiscale, a settembre 2024, avevamo 120 milioni di euro in contanti e oggi siamo a ‑24 milioni di euro », ha esclamato. « Ci hanno rubato 144 milioni di euro solo per dirci che non siamo più redditizi ! »
Adesso, che fare oggi ? Denunciando una chiusura « senza alcuna giustificazione economica e socialmente disastroso », la CGT (Confederazione generale del lavoro) chiama le autorità pubbliche a intervenire. Di fatto, i servizi statali (prefettura, ministero del lavoro, o DDETS ) dispongono di leve come la « non approvazione di un PSE », specifica Florent Duc. Durante una visita a Crolles il 28 novembre, il ministro dell’Industria Sébastien Martin ha promesso di incontrare nuovamente i dirigenti prima di Natale, per « vedere come immaginare un futuro industriale per Teisseire. Poiché la R&D starà qui, e questo è una risorsa per il sito. » Aspettando, Fathi Ghiloufi, CGT rappresentante sindacale CGT, promette di « lottare per negoziare un indennità commisurato all’investimento dei dipendenti e ai danni morali ».


