Teisseire. Cronaca di una morte pianificata… ed evitabile

Par Travailleur Alpin

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Dall’annuncio, il 16 ottobre, della chiusura della fabbrica Teisseire di Crolles (vicino a Grenoble),per aprile 2026, i dipendenti sono mobilizzati a provare di salvere i 205 posti di lavoro soppressi. I scioperanti accusanno il gruppo Carlsberg di avere deliberatamente sabottato un sito eppure redditizio, trasferendo la produzione di sciroppo presso un subappaltatore, a Le Havre.
Du français à l’italien

Le Tra­vailleur alpin pro­pose une tra­duc­tion en ita­lien de l’article « Teis­seire. Chro­nique d’une mort pro­gram­mée… et évi­table », paru dans le numé­ro 360 de décembre 2025.

Tra tris­tez­za e rab­bia nel­la sua voce, riflet­ten­do due sen­ti­men­ti che sente qua­si sempre da metà ottobre. « Che spre­co », dice Salah Man­sou­ri, osser­van­do la fab­bri­ca chiu­sa. Mentre scri­via­mo queste parole, i dipen­den­ti di Teis­seire fan­no lo scio­pe­ro da cin­quan­ta gior­ni, a Crolles, rifiu­tan­do la chiu­su­ra del­la loro fab­bri­ca. E niente indi­ca una solu­zione a breve ter­mine. « Una catas­trofe pura e sem­plice », aggiuge colui che è sta­to il coor­di­na­tore logis­ti­co dell’a­zien­da dal 2009. Eppure, Salah Man­sou­ri lo assi­cu­ra, « il sito è total­mente red­di­ti­zio. Se ripor­ta tut­to il sub­ap­pal­to, puo riav­viare la pro­du­zione ed essere red­di­ti­zio. » Un’o­pi­nione ampia­mente condi­vi­sa dai suoi com­pa­gni di pic­chet­to. Ma allo­ra, come sia­mo arri­va­ti a ques­to pun­to ?

Quan­do la noti­zia col­pisce come un’as­cia, il 16 ottobre, i dipen­den­ti ave­van­no gia fer­ma­to la pro­du­zione da una set­ti­ma­na, temen­do un annun­cio brut­to da parte del­la dire­zione di Teis­seire, in una riu­nione straor­di­na­ria del CSE. Pur­trop­po, è il peg­gior sce­na­rio che è spun­ta­to : una chiu­su­ra del­la fab­bri­ca di Crolles pia­ni­fi­ca­ta per aprile 2026. Con 205 pos­ti di lavo­ri sop­pres­si ! Il pro­dut­tore di sci­rop­po cita una « com­ple­ta rior­ga­niz­za­zione delle sue atti­vi­tà » e una « dif­fi­cile situa­zione eco­no­mi­ca ». Un’af­fer­ma­zione che Salah Man­sou­ri respinge fer­ma­mente. « In 300 anni di esis­ten­za, un solo anno di defi­cit », sot­to­li­nea indi­gna­to. « 205 per­sone e tre seco­li di sto­ria spre­ca­ti per un anno in per­di­ta… che loro stes­si han­no cau­sa­to ! »

È infat­ti la tesi dife­sa dal­la cgt Teis­seire, che denun­cia « una morte indus­triale pia­ni­fi­ca­ta ». Non c’è fata­li­tà eco­no­mi­ca, per il sin­da­ca­to, ma « una stra­te­gia inten­zio­nale di disim­pe­gno indus­triale orches­tra­to dal grup­po Brit­vic, ora acqui­si­to da Carls­berg ». Pri­ma di ciò, tut­ta­via, Teis­seire ha vis­su­to pros­pe­ri anni. E così, sfrut­tan­do i suoi pun­ti nume­ro­si di for­za ori­gi­na­li : un’a­zien­da fami­liare fon­da­ta nel 1720 da Mathieu Teis­seire, un mar­chio e mol­ti sci­rop­pi noti a tut­ti, un quar­tiere di Gre­noble che por­ta il suo nome… In breve, un sim­bo­lo locale, come l’ha richia­ma­to la can­di­da­ta dell’unione del­la sinis­tra Lau­rence Ruf­fin, anda­to a sos­te­nere i dipen­den­ti sul pichet­to, con suo fra­tel­lo Fran­çois, il 20 novembre : « Teis­seire è Gre­noble. Il nos­tro orgo­glio. »

Un tem­po era addi­rit­tu­ra consi­de­ra­ta un « azien­da model­lo », che ha vis­su­to un « per­io­do di pros­pe­ri­tà » nel­la secon­da metà degli anni 2000, secon­do il sin­da­ca­to CGT, sia in ter­mi­ni di risul­ta­ti finan­zia­ri che di condi­zio­ni di lavo­ro. « Quan­do sono arri­va­to, era un’a­zien­da in cui pote­va­mo svi­lup­pare le nostre idee e pren­dere inizia­tive », ricor­da Salah Man­sou­ri.

« 205 persone e tre secoli di storia sono buttati per un solo anno di deficit »

Ma l’ac­qui­si­zione da parte di Brit­vic segnerà una svol­ta. A par­tire di 2020, il grup­po bri­tan­ni­co por­ta avan­ti una poli­ti­ca di disin­dus­tria­liz­za­zione in Fran­cia attra­ver­so lo sub­ap­pal­to. A Crolles, i dipen­den­ti sono sot­to­pos­ti a ges­tione auto­ri­ta­ria e pro­gres­si­va delo­ca­liz­za­zione. In ques­to caso, « un pia­no di ester­na­liz­za­zione di sci­rop­po espor­ta­to inizia­to in 2022 : 20 mil­lio­ni di litri man­da­ti dal­la la dire­zione alla Slaur Sar­det a Le Havre [NDLR : chi recu­pe­ra la pro­du­zione di sci­rup­po nel 2026], in sub­ba­pal­to. » ha spie­ga­to Florent Duc, segre­ta­rio CGT del CSE Teis­seire. Tut­to ques­to con il pre­tes­to di inves­ti­men­ti mai com­ple­ta­ti.

Nel frat­tem­po, i volu­mi di pro­du­zione stan­no dimi­nuen­do dras­ti­ca­mente, pas­san­do da 90 milio­ni a 40 milio­ni di litri tra il 2015 e il 2025. Quest’an­no è sta­to segna­to dal « col­po finale » dell’ac­qui­si­zione di Carls­berg, che non ha fat­to altro che « confer­mare ques­ta stra­te­gia : spo­gliare i siti del­la loro sos­tan­za pri­ma di chiu­der­li ». Florent Duc non esi­ta ad accu­sare il grup­po danese : « Han­no sac­cheg­gia­to i nos­tri volu­mi e il nos­tro bot­ti­no di guer­ra, frut­to del lavo­ro di tut­ti i dipen­den­ti ». Le cifre sono quin­di rive­la­tri­ci. « Alla fine dell’ul­ti­mo anno fis­cale, a set­tembre 2024, ave­va­mo 120 milio­ni di euro in contan­ti e oggi sia­mo a ‑24 milio­ni di euro », ha escla­ma­to. « Ci han­no ruba­to 144 milio­ni di euro solo per dir­ci che non sia­mo più red­di­ti­zi ! »

Ades­so, che fare oggi ? Denun­cian­do una chiu­su­ra « sen­za alcu­na gius­ti­fi­ca­zione eco­no­mi­ca e social­mente disas­tro­so », la CGT (Confe­de­ra­zione gene­rale del lavo­ro) chia­ma le auto­ri­tà pub­bliche a inter­ve­nire. Di fat­to, i ser­vi­zi sta­ta­li (pre­fet­tu­ra, minis­te­ro del lavo­ro, o DDETS ) dis­pon­go­no di leve come la « non appro­va­zione di un PSE », spe­ci­fi­ca Florent Duc. Durante una visi­ta a Crolles il 28 novembre, il minis­tro dell’In­dus­tria Sébas­tien Mar­tin ha pro­mes­so di incon­trare nuo­va­mente i diri­gen­ti pri­ma di Natale, per « vedere come imma­gi­nare un futu­ro indus­triale per Teis­seire. Poi­ché la R&D starà qui, e ques­to è una risor­sa per il sito. » Aspet­tan­do, Fathi Ghi­lou­fi, CGT rap­pre­sen­tante sin­da­cale CGT, pro­mette di « lot­tare per nego­ziare un inden­ni­tà com­mi­su­ra­to all’in­ves­ti­men­to dei dipen­den­ti e ai dan­ni mora­li ».

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